Arte e cultura in cucina
In un'Italia che cambia con gli stravolgimenti della crisi, grande danno ha ricevuto il settore della ristorazione: ecco i dati ufficiali. Su Sapori e Ricette.
La crisi economica ci ha portati a cambiare le nostre abitudini e le nostre passioni, soprattutto quando riguardano una spesa di soldi che possiamo tranquillamente evitare: è così che molte attività commerciali, dal negoziante al ristoratore, hanno visto un calo esponenziale dei guadagni e, nel peggiore dei casi, sono stati costretti a chiudere.
La Confcommercio ha dato i numeri relativo al biennio 2009-2011, periodo di tempo in cui 8857 ristoranti hanno visto chiudere le proprie serrande: una cifra altissima considerato che fa parte del settore Turismo, tempo libero e comunicazioni, un ambito che coinvolge 2,5 milioni di lavoratori.
Il primo semestre del 2012 non è andato molto meglio: sono in molti a sosenere che se le cose non migliorano, a fine anno saranno costretti a chiudere. Fino ad ora quelli che anno ricevuto il colpo di grazia sono stati i ristoranti della fascia di prezzo media, quelli che erano messi già male economicamente e tutti coloro che avevano deciso di aprire senza avere molta competenza in materia, ma solo perché era facile (e ce ne sono tanti, purtroppo).
Per quanto riguarda i ristoranti di alta classe, si avvertono alcuni scricchiolii ma, c'è da dire, non vedono la crisi come una catastrofe. Anche perchè, si sa, chi ha tanti soldi da permettersi una cena di due portate spendendo centinaia di euro a testa, non è di certo l'operaio che a fine mese rischia la cassa integrazione.
Non ci resta che sperare che le cose migliorino.
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photo credit: the justified sinner via photo pin cc
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