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Spyros Theodoridis: l'intervista al vincitore di Masterchef Italia

Sabato 16 Giugno 2012, 14:00 in Comunicazioni di

L'intervista a Spyros Theodoridis, vincitore della prima edizione di Masterchef Italia, presente al festival letterario Libriamo, presso il Teatro Olimpico a Vicenza.

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Venerdì 15 giugno si è tenuto un piccolo incontro con il vincitore della prima edizione di Masterchef Italia, Spyros Theodoridis, in occasione del festival letterario Libriamo, nella splendida cornice del Teatro Olimpico a Vicenza.

Quando conosci Spyros, le cose che non puoi fare a meno di notare sono in assoluto la sua spontaneità e l'umiltà: capita spesso, infatti, che a seguito della partecipazione ad una trasmissione televisiva i concorrenti si montino la testa. Con lui, invece, no. Ci scambi due chiacchiere e dopo un paio di minuti ti sembra di parlare con un amico di vecchia data.

In occasione dell'evento, si è tenuta una piccola conferenza stampa con la bravissima giornalista Raethia Corsini, che lo ha intervistato.

Qual'è stato il piatto che hai preparato durante la trasmissione di Masterchef che ti ha dato maggiore soddisfazione?

Sicuramente il filetto con doppia impanatura accompagnato da grissini per la prova con Moreno Cedroni: lui è stato lo chef che ha portato in Italia il concetto di cucina molecolare e vincere questa sfida con lui, mi ha dato davvero molta soddisfazione.

Qual'è stata la prova in esterna che ti ha emozionato di più?

Quella del Lago di Como: durante la trasmissione siamo rimasti chiusi per due mesi negli studi televisivi e fare un'uscita a contatto con il pubblico mi ha dato un senso di liberazione.

Lo chef che ti ha messo più in difficoltà?

Carlo Cracco, perché è difficile capire quello a cui sta pensando. Lui è ipercritico, ma è una caratteristica che apprezzo: per imparare mi serve qualcuno che mi sproni e che mi dica cosa devo fare (oppure non fare).

Cosa vuoi fare da grande?

Il cuoco, perché mi piace il concetto di mettere la gente a tavola, che mangia tranquilla e che chiacchiera allegramente. La mia idea è quella di aprire un ristorante piccolino tutto mio. Non lo faccio ora perché voglio studiare il mestiere prima di avventurarmi in un'impresa così difficile. Se lo facessi oggi, rischierei che le persone vengano da me solo per il mio nome. Io, invece, preferisco che vengano nel mio ristorante per mangiare quello che preparo.

Chi fa da cavia quano cucini a casa tua?

Gli amici, ma cerco sempre di cambiarli, altrimenti poi non ti danno più soddisfazione.

Il tuo flop più grande?

Il salmone con l'aceto balsamico: il risultato è stato pessimo e tutt'oggi quando vedo il salmone mi viene in mente quell'orribile ricordo.

La ricetta che ti è venuta al primo colpo?

L'affumicatura con il fieno. Peccato non sia così facile poterla fare anche a casa.

Ingrediente a cui non puoi fare a meno?

Il limone, lo metto ovunque.

Cosa non manca mai nella tua dispensa?

La pasta corta.

Il piatto con cui hai otteuto maggior successo? 

Le "polpette dei miei bambini": non lo dico per pubblicizzare il libro, dove è contenuta la ricetta, ma è stato in assoluto il piatto che mi ha dato maggiore soddisfazione. Spesso è difficile mettere a tavola i bambini, perché perdono l'appetito, invece con questa ricetta ho visto che a loro era venuta davvero voglia di mangiare e di trascorrere con noi il tempo a tavola.

Il tuo tipo ideale di cucina?

Deve essere fatta sempre con il cuore.

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